SPORT E MEMORIA

  • 17 Ottobre 2019

Nello sport la memoria è molto importante per lo schema mentale del gesto atletico e quindi per una sua migliore attivazione durante la performance.

Il cervello memorizza informazioni in modo permanente variando i collegamenti fra i neuroni in una o più zone.

Allenamento fisico e psichico, in relazione a memoria e concentrazione, hanno un ruolo determinante nello sport

Il gesto atletico ripetuto, durante l’allenamento sia fisico che mentale, lo fissa nella memoria, migliorando la prestazione e aiutando l’atleta a superare ostacoli mentali di vario tipo.

La ripetizione del gesto atletico o degli schemi tattici durante il mental training è svolto attraverso la visualizzazione mentale del gesto atletico stesso o della gara.

Il ricordo della gara serve per affrontare mentalmente e psicologicamente, e possibilmente a risolvere, i problemi che si sono presentati.

La memoria del cervello è metaforicamente un grande magazzino all’interno del quale vengono depositate le informazioni in varie zone. Se vogliamo recuperarle in un secondo momento, possiamo associare a quella zona un’etichetta verbale.

ALLENARE LA MENTE

Allenare la mente a visualizzare il gesto atletico o la gara o la tattica, fissa i ricordi nella memoria. La visualizzazione di situazioni difficili per l’atleta (come uno schema corporeo, l’ansia o la paura della gara), unita a tecniche di rilassamento e concentrazione aiuta l’atleta a risolvere problematiche difficilmente risolvibili con il solo allenamento fisico.

La memoria e il suo allenamento con le tecniche di rilassamento e di concentrazione sono alla base della concentrazione nello sport nel momento del gesto atletico, in allenamento e in gara.

SPORT E MEMORIA

WORKING MEMORY

Il nostro cervello elabora un mondo rappresentativo di immagini e sensazioni mentali, parallelo al mondo reale-percettivo di immagini e sensazioni fisiche, che permette all’individuo di interagire con la realtà che lo circonda. La cd WORKING MEMORY, la “memoria che lavora”, è la funzione che ci permette di trattenere nella mente una rappresentazione del gesto atletico quando la percezione fisica non è più presente.

Esserne consapevoli, permette al cervello di pianificare ogni successiva azione e di prepararsi sulla base delle azioni passate.

Lo sport riduce il rischio di declino cognitivo e l’insorgenza di eventuali malattie neurodegenerative apportando ossigeno all’organismo in quantità maggiore e con costanza.

Gli sport dove la respirazione e la frequenza cardiaca sono costanti, spingono il sangue a raggiungere anche quei distretti cerebrali che potrebbero non essere sufficientemente irrorati e ossigenati a causa di una vita tropo sedentaria. (es.marcia)

Gli sport di squadra stimolano sia le attività dell’emisfero sinistro in cui risiedono le capacità di ragionamento e comprensione dia dell’emisfero destro per la creatività e l’immaginazione (es.basket).

Gli sport in cui si utilizzano strumenti attivano le aree cerebrali dedicate alla coordinazione e alla percezione dello spazio (es.tennis, scherma).

Beneficiano dell’attività fisica le cellule nervose, le abilità cognitive e la psiche: lo sport aumenta la produzione di endorfine che agiscono positivamente sui centri del piacere abbassando i livelli di stress e attivando il metabolismo.

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